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Arthur Shawcross: storia del Genesee River Killer
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Arthur Shawcross: liberato dopo due omicidi, tornò a uccidere undici donne

Uomo incappucciato nell'oscurità che fa il gesto del silenzio con l'indice.

Arthur Shawcross uccise due bambini nel 1972 e, dopo la libertà condizionale, almeno undici donne nell’area di Rochester. Morì in carcere nel 2008.

Arthur John Shawcross, conosciuto come il “Genesee River Killer”, fu un serial killer statunitense responsabile di una serie di omicidi nello Stato di New York. Il suo caso divenne particolarmente controverso perché aveva già confessato l’uccisione di due bambini nel 1972, ma tornò libero nel 1987 e, nei due anni successivi, uccise almeno undici donne nell’area di Rochester.

Uomo di spalle che regge un'ascia.
Sagoma maschile di spalle che impugna un’ascia nell’oscurità. – newsmondo.it

Arthur Shawcross: i due bambini uccisi e la scarcerazione

Nel 1972, a Watertown, scomparvero Jack Owen Blake, 10 anni, e Karen Ann Hill, 8. Dopo l’uccisione di Karen, Shawcross finì sotto interrogatorio e confessò il coinvolgimento in entrambi i delitti, fornendo anche informazioni che contribuirono al ritrovamento del corpo di Jack. Nell’ambito di un accordo con l’accusa, il procedimento venne definito con una condanna per manslaughter e una pena massima di 25 anni.

Shawcross non scontò l’intera pena. Dopo circa 14 anni e mezzo, nell’aprile 1987, ottenne la libertà condizionale. La decisione sarebbe diventata uno degli aspetti più discussi dell’intera vicenda dopo la scoperta dei successivi omicidi. Si trasferì infine a Rochester, dove ricominciò a uccidere nel 1988.

Le nuove vittime furono prevalentemente donne in condizioni di vulnerabilità, comprese diverse sex worker. I corpi vennero abbandonati in differenti zone attorno a Rochester, alcuni nei pressi del Genesee River, elemento da cui derivò il soprannome attribuito all’assassino. Tra marzo 1988 e dicembre 1989 furono collegati a Shawcross undici omicidi poi oggetto di condanne o ammissioni di colpevolezza.

L’arresto, il processo e 250 anni di carcere

Nel gennaio 1990, mentre gli investigatori sorvegliavano l’area in cui era stato ritrovato il corpo di June Cicero, Shawcross venne individuato nelle vicinanze e arrestato. Inizialmente fu accusato di diversi omicidi e gli investigatori riuscirono progressivamente a collegarlo alle altre vittime.

Al processo del 1990 la difesa sostenne che Shawcross fosse legalmente incapace di intendere e volere, presentando testimonianze psichiatriche relative a presunti danni cerebrali e disturbi mentali. La giuria respinse però la tesi dell’infermità e lo dichiarò colpevole di dieci omicidi di secondo grado nella contea di Monroe. Nel febbraio 1991 ricevette dieci pene consecutive da 25 anni: 250 anni complessivi di carcere.

Poco dopo Shawcross si dichiarò inoltre colpevole dell’omicidio di Elizabeth Gibson, commesso nella vicina contea di Wayne, portando a undici il numero delle donne per le quali venne giudiziariamente ritenuto responsabile nella seconda serie.

Shawcross rimase detenuto fino al 10 novembre 2008. Quel giorno, dopo un problema medico, venne trasferito all’Albany Medical Center, dove morì a 63 anni in seguito a un arresto cardiaco. Non tornò mai più in libertà.

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ultimo aggiornamento: 22 Agosto 2026 19:01

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